Lascio tutto, torno ad essere me

Quanta strada ho fatto prima di arrivare su questo blog, prima di creare tutto ciò che ho intorno ora. Tanti gli scalini, tante le cadute e tantissime le delusioni eppure sono felice di digitare questi tasti e raccontarvi chi sono e come è diventato il Clemente di oggi.

Ho sempre amato essere disponibile verso gli altri e dare il meglio di me in tutto ciò che faccio. Lavorare, essere indipendente, vivere dei propri sacrifici, è sempre stata una soddisfazione che dovevo raggiungere. Da solo, senza l’aiuto di nessuno. Sono una persona particolarmente orgogliosa, a tratti gelosa, eternamente presa dalla vita e dalle persone. Molte volte, però, questo amore, questa mia continua disponibilità, è stata un fardello che mi sono portato sulle spalle. Mia madre mi ha sempre detto: “Impara a dire di no, qualche volta”. Il mio orgoglio però mi diceva “Questi sforzi ti porteranno da qualche parte, continua così”.

Ma la mamma ha sempre ragione.

Sono diventato ufficio stampa di una piccola azienda del territorio, poi social media expert, poi fotografo, poi videomaker, poi… non ero più Clemente. E’ vero, ero soddisfatto perché stavo facendo ciò che mi piaceva, stavo diventando ciò che sempre avrei voluto essere: indipendente. Ma quanto vale tutta questa indipendenza rispetto all’essere se stessi, all’essere felice. E’ stato bello poggiare la testa sul cuscino e sorridere soddisfatto della fatica fatta durante la giornata. Fino a quando quel sorriso si è spento e mi addormentavo senza più quella curva sul volto. Viaggiavo, lavoravo, mi ero dimenticato di me e di ciò che Clemente voleva davvero fare: scrivere. Dove era finito quel giornalista ambizioso che amava leggere la propria firma su quotidiani o settimanali? Dove era finito quel ragazzo che si accontentava di poco?

Non rinnego il passato. Non rinnego quanto ho vissuto negli ultimi anni. Penso solo che tutto ciò mi ha reso quello che sono oggi e mi ha fatto capire quanto di bello ci possa essere in uno sforzo, in una soddisfazione, nella libertà di scegliere. Del resto, essere freelance significa proprio questo: sentirsi libero di lavorare come si vuole e con chi si vuole.

“Non sei un professionista!” oppure “Non sei nessuno” o ancora “Sei ancora un bambino”.

Qualcuno vi ha mai detto queste cose? Vi assicuro che non è per niente bello sentirsele dire e immagino non siano nemmeno belle da dire. Non sarò nessuno ma ad oggi con questo nuovo progetto, ho la fortuna di collaborare con aziende che mi lasciano la libertà di mettere in gioco il mio talento. E questo mi basta. Sono un professionista e se in passato qualcuno ha negato questo, significa che non aveva capito quanto Clemente potesse dare e soprattutto regalare. Non sono un bambino perché ho avuto il coraggio di lasciare tutto ed essere felice, di essere me stesso.

Mettete in gioco la vostra unicità.

Ho ritrovato Clemente, ho rispolverato la mia professionalità e sto facendo in modo che questa possa maturare sempre più grazie a formazione ed esperienza. Ad oggi sento di potervi dare questa consiglio: scegliete voi come vivere, date retta solo al vostro cuore e con impegno e determinazione potete arrivare ovunque voi vogliate. Siete #UNI ed è proprio grazie a questa vostra unicità che potete realizzare i vostri mille sogni.

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