Anni che sembrano vite: quante volte cambiamo nel corso del tempo?

Provando a digitare la parola età nei motori di ricerca, ecco che salta fuori una lista infinita di personaggi celebri quali Pamela Prati o Carlo Conti alla cui anzianità evidentemente molte persone sono interessate. Ma cosa rappresenta per me l’età? Quanto sente il trascorrere del tempo una poco più che trentenne come me?

Oggi vi parlerò proprio di questo, non del tempo inteso come quello necessario alla cottura di un buon pasto né di quello meteorologico, argomenti probabilmente più sentiti e digitati nel web. Vi parlerò invece del tempo inteso come dimensione di cui facciamo parte, più o meno inconsapevoli ma che inevitabilmente ci porta a riflettere.

Se mi volto indietro, rivedo immediatamente quella ragazzina appena ventenne, ribelle e impavida che combatteva contro il mondo intero e non accettava compromessi. Una piccola donna che cercava di affermarsi attraverso convinzioni rigide e poco malleabili, per lo più di rottura con l’ambiente circostante.

Dopo appena qualche anno mi ritrovo invece qui a fare i conti con le mezze misure e le tonalità di grigio, mai prese in considerazione prima. A trent’anni ti ritrovi costretto a scegliere tra priorità e voglia di salvare il mondo, tra esigenze, tra bisogno di concretezza e un animo ancora appassionato che si aggrappa agli ultimi fulminei pensieri di libertà.

Crescere lo dico sempre, ti cambia. Non tanto nel carattere i cui tratti peculiari restano per lo più gli stessi. Crescere ti cambia nel modo di affrontare la vita e le situazioni che ti mette di fronte. E non è mancanza di personalità, anzi. La propria personalità si definisce attraverso esperienze di confronto e di messa in discussione di sé stessi, attraverso la flessibilità e lo spirito di adattamento. Non concedersi ma imparare ad ascoltare. Non cedere ma trovare la via migliore per raggiungere degli obiettivi che è importante porsi e perseguire lungo il cammino della vita.

A vent’anni si vuole spaccare il mondo, scappare di casa e provare esperienze estreme. A trenta si cerca il modo migliore per vivere bene in questo mondo, costruirsi la propria casa e il proprio ambiente e arricchirsi di esperienze utili e positive. Nessuna colpa, nessuno sbaglio. Tutto fa parte del percorso di crescita e immagino che fra altri dieci anni sarò qui a scrivere cose ancora diverse. L’importante è vivere nel presente in armonia con sé stessi senza aggrapparsi al passato né programmare un futuro troppo lontano. Ponetevi degli obiettivi ma concentratevi sulle strategie del presente e adattatele ai cambiamenti.

La mia parola chiave di oggi? Senza dubbio spirito di adattamento.

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