15 anni fa il mio coming out: fortuna si ma quanto coraggio

E’ già trascorsa una settimana dal 17 Maggio, la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ormai in vigore dal 2004.
Ben 16 anni quindi, ma quanto in 16 anni è cambiato davvero? Nel mio piccolo credo di poter dire la mia considerando che, proprio circa 15 anni fa, facevo il mio coming out in famiglia.

Un coming out che io definisco “coraggioso” perchè fatto in un’epoca in cui di omosessualità si parlava ancora poco e io stessa, prima di scoprirmi lesbica, neanche sapevo dell’esistenza di un’alternativa all’eterosessualità a cui ero sempre stata abituata.

Eppure in molti contestano il mio coraggio, definedomi piuttosto fortunata avendo avuto una famiglia che ha capito e appoggiato la mia scelta. Chiariamoci:non la scelta di essere gay, che scelta non è, quanto la scelta di vivere a pieno il mio orientamento.

Sicuramente mi ritengo fortunata di avere una famiglia accogliente, che sappia ascoltare e sostenermi ma mettetevi nei panni di una diciottenne di quindici anni fa, ancora spaventata e confusa dall’aver appena capito di essere attratta dallo stesso sesso.

Ricordo ancora quando spedii la lunga lettera piena di commozione ed emozioni contrastanti, in preda allo spavento. All’epoca ero in Inghilterra e già avevo elaborato un piano B nel caso in cui i miei mi avessero cacciato di casa. Non si possono descrivere le sensazioni che ti pervadono in quei momenti di attesa. Non si può descrivere la paura di rispondere a quella chiamata in cui sai che dovrai affrontare il discorso per la prima volta.

Ricordo ancora mia mamma e il suo:”Ora non mi diventerai un maschiaccio?!”che mi fece un po’sorridere un po’ capire la quantità di stereotipi di cui il mondo omosessuale è pieno.

Insomma, ora posso dire di essere felice e in pace con me e con la mia famiglia ma non ci siamo risparmiati pianti, silenzi e scontri. Così come per noi capire che qualcosa sta cambiando, o meglio si sta rivelando, è difficile e causa di tanta confusione, anche i genitori hanno bisogno dei loro tempi per abituarsi all’idea che le cose son diverse da come se l’erano aspettate, non peggiori, ma semplicemente diverse.

E non bisogna mai smettere di avere pazienza, di comunicare, aprirsi e parlare di quello che sentiamo con normalità perchè solo così gli altri percepiranno il tuo mondo come simile al loro e non saranno spaventati dalle differenze.

Questo ho imparato dall’esperienza con la mia famiglia e non solo: siamo diversi? Si, probabilmente si. Diversi per orientamento sessuale. Ma le diversità sono tante e variegate, basta soltanto viverle con serenità e trasmettere quella stessa serenità agli altri per far si che non le percepiscano come qualcosa di spaventoso ma come qualcosa di vicino a loro.

Ancora una volta UNIci e UNIversali dunque, diversi nelle nostre peculiarità ma tutti accomunati dalla stessa voglia di amare e di essere amati.

Amate, amate e ancora amate che nel mondo ci sarà sempre chi si opporrà alle vostre scelte, nel mondo ci sarà sempre chi soffrirà del coraggio altrui, nel mondo ci sarà sempre che tenterà di farvi avere ripensamenti. E’ giusto per questo essere tutelati ma è anche giusto non generalizzare e capire che, laddove noi ci porremo come persone sane e serene, ci circonderemo di altrettanta positività.

Siate UNIci, siate UNIversali.

SIATE UNI!

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