Influencer, non sono i like che creano una reputazione

Tutti criticano ma tutti vorrebbero esserlo.

Di solito quando scrivo un blog sono solito andare alla ricerca di informazioni e numeri che possano testimoniare quanto sto per dire. Questa volta, invece, mi risulta facile dare inizio ad un articolo sperando di attirare l’attenzione di tutte quelle persone che sono alle prese con follower, Instagram live e branding reputation. Quando si parla di follower, soprattutto di migliaia e migliaia di follower su Instagram, è difficile non pensare a colei che ha fatto della sua passione uno stile di vita, meglio ancora un impero invidiato dalla maggior parte del genere umano. Sto parlando di Chiara Ferragni.

In molti hanno criticano il suo film documentario Chiara Ferragni Unposted. Una pellicola che racconta la vita e analizza il suo operato già in tenera età, è la testimonianza di come una persona che ama il proprio lavoro e la propria vita è capace di arrivare al successo. Ebbene si, è stato criticato. “Ma lei aveva già i soldi” oppure “Questo è un lavoro? Che ci vuole a scattare due foto?”, questi solo due di tanti commenti o delle tante critiche che ogni giorno sento quando si parla di influencer. Ma chi è l’influencer? Sfatiamo questo mito: l’influencer non è colui che ha solo migliaia e migliaia di follower, anche perché parliamoci chiaro, siamo bravi tutti ad ottenerli grazie ad un semplice click. E’ colui o colei che si mette in gioco e mostra la propria realtà dando così consigli. “Influenza” le persone ad un acquisto, ad uno stile di vita capace di facilitare quella che può essere la realtà da influenzare. Non è solo colei che si scatta foto e le pubblica sulla propria vetrina Instagram. Crea contenuti accattivanti, descrive il prodotto da pubblicizzare al meglio cercando di arrivare a più utenti possibili. Attraverso ad uno studio ben preciso di interazioni e insight cerca di capire cosa può piacere maggiormente ai propri follower e li accontenta, cercando di soddisfare ogni singola esigenza del pubblico che ha cliccato su quel famoso “segui”.

Vi vedo e so per certo che ognuno di voi, all’arrivo di un pacco a casa che sia da Amazon o qualsiasi altro portale e-commerce, ha scattato una foto o fatto un unboxing, o più semplicemente definito il video di spacchettamento. Vi vedo davanti ad uno specchio scattare la foto e utilizzare l’hashtag #outfitoftheday o meglio ancora alla Chiara Ferragni “this is my look of the day”. Vi vedo che prima di mettere la forchetta nel piatto scegliete l’angolazione giusta per fare una foto per poi postarla e geolocalizzare il vostro post. Tutti siamo un po’ influencer dentro ma non lo vogliamo ammettere. Ma del resto, che male c’è? Se siamo sui social vogliamo “mostrare” la nostra vita e amiamo condividere il nostro viaggio emotivo con amici. C’è anche da dire che grazie allo storytelling delle Instagram stories, siamo molto più facilitati nel raccontare cosa stiamo facendo.

Voglio svelarvi un segreto che forse vi sorprenderà o forse vi deluderà. Tenetevi forti: non sono i like che ricevete ad un post a rendervi influencer. Dovete porvi una domanda: quanto riuscite ad “influenzare” i vostri seguaci e quanto riuscite a tenere alta l’attenzione? Chi svolge questo mestiere seriamente sa quanto lavoro c’è dietro ad una foto, ad una storia, ad uno storytelling e proprio per questo motivo ad un brand si richiede un po’ di soldini affinché si sponsorizzi il proprio prodotto. Vi è uno studio di marketing e di imprenditoria su stessi, difatti ci sono molte infleuncer che seguo piacevolmente come Martina Palma o Giorgia Di Basilio, che continuano la propria formazione nel social media marketing per essere sempre aggiornate sul mondo che le circonda.

Bene, ora facciamo un riassunto. Quali sono i punti toccati in questi blog:

  • Essere influencer è un lavoro e come tale va rispettato;
  • Non sono i like che vi danno una reputazione ma il vostro stile di vita e i messaggi che comunicate;
  • Tutti bene o male vorremmo essere un po’ Chiara Ferragni, che sia per i prodotti gratis che riceve o per i tanti soldi che ha (meno ipocrisia per favore).

3 Comments

    1. Clemente

      Grazie per il commento. Il mio era solo un consiglio per chi vuole intraprendere tale professione perché lo è a tutti gli effetti. Ho voluto solo specificare che ogni tanto, tutti siamo un po’ influencer senza nemmeno volerlo. Bisogna solo non partire prevenuti e non prenderla come offesa.

      A presto e grazie per essere passata dal mio blog.

      Piace a 1 persona

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